Come è disciplinata la revocazione di un atto

DA NOTIZIE GIORNALISTICHE (TELEVIDEO / RAI) TV DEL 04 AGOSTO 2014 ( ORE 22,48 )

L’errore di fatto che può dare luogo alla revocazione di un atto si sostanzia in una falsa percezione da parte del Giudice,della realtà risultante dagli atti di causa, consistente in una svista materiale che lo abbia indotto ad affermare l’esistenza di un fatto, incontestatamente inesistente , oppure a considerare inesistente un fatto la cui verità risulti al contrario,positivamente accertata.

In ambo i casi però ciò vale, solo se il fatto ( erroneo ) sia stato un elemento decisivo della pronuncia revocanda; l’errata percezione deve cioè,aver rivestito un ruolo determinante rispetto alla decisione, nel senso che occorre un rapporto di necessaria causalità tra l’erronea supposizione e la pronuncia stessa ( cfr. C.di.S.,V – 20/10/2005,n.5896; 31/7/2008 nr, 3816, IV,19/6/2009,n. 3296).

L’errore di fatto idoneo a legittimare la revocazione ai sensi e per gli effetti dell’art. 395 del c.p.c., nr.4, dunque deve non solo essere conseguenza di una falsa percezione dei fatti rilevanti alla causa,bensì essere anche “decisivo”,ovvero motivo essenziale e determinante della pronunzia revocatoria che senza l’errore la pronunzia sarebbe stata diversa ( in termini – Cassazione Civile,sez. III del 20/07/ 2014 nr. 15882,stesso senso anche la 22/05/2012, nr.2937, IV, 17/12/ 2012 nr. 6455 cfr. inoltre la Cassazione Civile, Sez II, 18/02/2009 nr. 3935 ( orientamento Logico/Giuridico). Deve valutare in caso avesse visto bene se rientrava con efficienza l’errore materiale o NO o fosse insufficiente.

(FONTE: www.GazzettaAmministrativa.It )